Quinn Cook and LeBron James

2019/20 Roster: Quinn Cook #2

In vista della prossima stagione, una breve presentazione degli atleti che comporranno il rinnovato roster dei Los Angeles Lakers. La carriera, i pregi, i difetti oltre ad una breve valutazione della crew di Cuore GialloViola.

L’ex Warriors Quinn Cook, grande tifoso dei Los Angeles Lakers, ha firmato un biennale da sei milioni di dollari, parzialmente garantito per il secondo anno.

Quinn Cook
Quinn Cook (Lakers.com)
  • Nato il 23 marzo 1993
  • Altezza: 188 cm
  • Wingspan: 195 cm
  • Peso: 81 kg
  • Twitter: @QCook323
  • Instagram: @qcook323

Chi è Quinn Cook?

Una carriera al top. A partire dall’High School con DeMatha e Oak Hill Academy, passando per il quadriennio in NCAA con Duke fino al biennio con i Golden State Warriors con cui ha raggiunto due volte le NBA Finals vincendo un anello.

Nonostante abbia sempre fatto parte dei migliori team a qualunque livello abbia giocato, il viaggio di Cook non è stato affatto facile. Uscito dalla HS dopo aver partecipato al McDonald’s All-American Game del 2011, il suo esordio sotto coach Mike Krzyzewski fu rallentato da un problema al ginocchio.

Nel quadriennio con i Blue Devils ebbe una crescita costante che culminò nella stagione da Senior. Cook mise a referto 15.3 punti a partita con il 39.5% dall’arco, facendo parte della spedizione che conquistò il titolo NCAA contro i Wisconsin Badgers.

L’inclusione nei secondi quintetti All-American e All-ACC del 2015 non bastò per essere scelto nell’NBA Draft 2015. Dopo aver disputato le Summer League con OKC e Cavs, firmò con i Cleveland Cavaliers di LeBron James salvo poi essere tagliato nella pre-season.

Quinn rientrò dalla porta sul retro, firmando con i Canton Charge – affiliata Cavs dell’allora D-League. Si mise subito in evidenza partecipando al D-League All-Star Game. A fine stagione fu nominato Rookie of the Year ed inserito negli D-League Third Team e All-Rookie Team. L’anno seguente, dopo essere stato tagliato dai Pelicans, tornò ancora ai Charge vincendo l’MVP dell’All-Star Game oltre a meritare l’inclusione nel primo quintetto.

Nel corso della stagione firma un decadale con i Dallas Mavericks che lo fanno finalmente esordire in NBA. Poche settimane dopo firma con i New Orleans Pelicans di Anthony Davis con i quali chiuderà la stagione.

Il resto è storia recente: dopo aver siglato un Two-Way Contract con i Golden State Warriors riesce a conquistare la fiducia di coach Steve Kerr e ad entrare stabilmente nelle rotazioni a metà stagione. Chiude il biennio nella Baia con 7.7 punti a partita ed il 41.8% da tre, conquistando il titolo nel 2018 oltre a partecipare alle ultime NBA Finals.

Stats complete su NBA.com

Il ruolo ai Lakers

Cook ha vissuto delle esperienze totalmente diverse tra loro nella sua carriera cestistica: star al liceo, pezzo importante di una squadra da titolo NCAA e poi? Undrafted. Dalla mancata chiamata al draft ha cominciato a lavorare ancora più sodo, fino a ritagliarsi un ruolo da comprimario negli Warriors.

Quinn è in grado di portare su un campo da basket un buon atletismo e triple, tante triple. Riesce a tirare sia raccogliendo uno scarico dei compagni che dal palleggio, pur tendendo a forzare alcuni tiri.

Durante i playoff, dove le difese fanno scelte più estreme, ha dimostrato di non avere timori nell’assumersi le proprie responsabilità, non tirandosi mai indietro.

Tutto si può dire di Cook, tranne che sia timido. Se c’è un tiro da tirare, Quinn lo tira.

Nonostante nominalmente sia un playmaker, la sua visione di gioco è quella di una Shoot-First Guard, prediligendo l’iniziativa personale al servire i compagni.

La fase difensiva è altalenante, come le sue letture. Prova a mettere intensità eccedendo tuttavia nella foga, che spesso tramuta in falli inutili.

La voglia c’è, come la foga. Tanta. Troppa.

#CGV Grades: Quinn Cook

Filippo Pugnalini aka Pugna, Francesco Anelli aka Checco, Giovanni Rossi aka odino e Luca Novo aka noeuf esprimono la loro valutazione sui membri del roster lacustre. NB: Il rating – da una a cinque stelle – e la valutazione sono state fatta sul fit nei Lakers e sulle aspettative per la prossima stagione, non sul valore assoluto dell’atleta.

Checconoeufpugnaodino
⭐️⭐️ ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Una delle più grandi incognite del roster. Buona la sua ultima stagione, ma in un sistema ben oliato come quello della Baia. Di molti si sono persi le tracce una volta abbandonato quel sistema, vedremo se per lui sarà diverso.

Checco

L’esperienza in post-season accumulata nei 2 anni ai Warriors da vice Curry dovrebbe renderlo affidabile in situazioni di partite importanti. L’impatto e il minutaggio dipenderanno in attacco da quanto sarà in grado di creare gioco con la palla in mano in aggiunta al gioco off the ball in modo da compensare le lacune in difesa.

Luca

Con gli Warriors è riuscito a trovare la sua dimensione NBA, che per un giocatore come lui non è mai facile. Nell’ultima stagione con la squadra di Kerr, ha dimostrato di potersi accendere in un attimo in attacco tirando bene da tre anche dal palleggio, in difesa soffre e non poco e sarà un punto di domanda. In questa stagione probabilmente parte come terzo playmaker (dopo Rondo e Caruso) e dovrà essere in grado di ritagliarsi un ruolo proprio come fatto nella scorsa stagione nella baia. 

pugna

Con i Lakers divenuti contender, atleti – anche da rotazione – col pedigree di Cook sono necessari. Peccato sia troppo poco play per condurre una second unit veloce o quintetti con Davis unico lungo.

odino

Tutte le valutazioni pubblicate sono disponibili nella sezione 2019/20 Lakers Roster Grades.

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Redazione CGV

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