Dwight Howard

2019/20 Roster: Dwight Howard #39

In vista della prossima stagione, una breve presentazione degli atleti che comporranno il rinnovato roster dei Los Angeles Lakers. La carriera, i pregi, i difetti oltre ad una breve valutazione della crew di Cuore GialloViola.

Il clamoroso ritorno di Dwight Howard, ha chiuso a dovere la rivoluzione estiva dei Los Angeles Lakers. L’ex Superman ha firmato un contratto annuale non garantito, con una serie di clausole a tutela degli interessi lacustri.

Dwight Howard
Dwight Howard (Lakers.com)

Chi è Dwight Howard?

Dwight Sr. e Sheryl, considerarono come un benedizione l’arrivo – dopo sette tentativi non andati a buon fine – del piccolo Dwight David Howard. La coppia vide in Dwighty un vero e proprio miracolo, per cui lo crebbero viziandolo ed accudendolo in maniera quasi paradossale.

Gli inizi

Dwight comincia a giocare alla Southwest Atlanta Christian Academy, dove si mette subito in mostra come uno tra i migliori giocatori americani a livello liceale oltre ad essere subito pronto a dominare.

Dopo aver chiuso le High School con 25 punti, 18 rimbalzi ed 8 stoppate a partita e numerosi riconoscimenti individuali, si rende eleggibile per l’NBA Draft 2004, uno degli ultimi giocatori a poter entrare tra i pro direttamente dal liceo.

David Stern and Dwight Howard
David Stern and Dwight Howard (Robert Deutsch, USA TODAY)

L’azzardo di giocare subito la carta NBA si dimostra azzeccato, poiché il 24 Giugno 2004 vieno scelto con la prima assoluto dagli Orlando Magic.

Superman 🦸🏿‍♂️

All’esordio nella Lega Howard è un po’ spaesato in attacco, ma riesce fin da subito ad essere incisivo nella fase difensiva dimostrando di essere già un fattore a livello NBA. Chiude l’anno da rookie con 12 punti di media, 10 rimbalzi ed 1.7 stoppate per allacciate di scarpe, con bene 32 doppie-doppie. Non male per un giovane che fino all’anno prima giocava tra i bambini.

Atletismo.

Nelle stagioni successive DH continua a macinare doppie-doppie, incrementando le cifre in tutte le statistiche tanto da meritare la convocazione all’All-Star Game del 2007.

Ma la prima vera stagione di grazia è la successiva, dove oltre a guadagnarsi la convocazione da titolare all’All-Star Game vince anche lo NBA Slam Dunk Contest che lo incorona come Superman.

Lo stesso anno guida i Magic di coach Stan Van Gundy alla vittoria della Southeast Division ed al terzo seed della Eastern Conference. Ai Playoff dopo aver battuto i Raptors si arrende dopo un duro duello con i Detroit Pistons di Ben Wallace.

A chiudere la magica stagione arriva la partecipazione alle Olimpiadi di Pechino 2008, dove conquista con il Redeem Team statunitense la medaglia d’oro.

Superman.

Howard ed i suoi Magic si presentano al via della stagione successiva ancora più convinti dei propri mezzi: il primo conquista il Defensive Player of the Year award, mentre i secondi arrivano – dopo aver battuto i Cleveland Cavaliers guidati da LeBron James – per la seconda volta nella storia alle NBA Finals.

Ad interrompere la favola della franchigia della Florida ci pensano i vice campioni NBA, i Los Angeles Lakers, che superano la resistenza di The Daily Double in cinque combattute gare.

La sconfitta non piega Dwight che continua a produrre schiacciate, rimbalzi e stoppate oltre a conquistare ancora il premio di miglior difensore e l’inserimento nei vari quintetti All-NBA. Orlando ripete le 59 vittorie dell’anno prima, ma il bis contro i gialloviola viene impedito nelle ECF dai Boston Celtics dei Big Three.

Kobe Bryant and Dwight Howard, NBA Finals
Kobe Bryant and Dwight Howard, 2009 NBA Finals (Slam.com)

Nel biennio successivo cifre e rendimento di Howard restano costanti, mentre il giocattolo di SVG perde di efficacia. Orlando raggiunge la post-season, ma viene sempre malamente eliminata al primo turno.

A complicare le cose arrivano i problemi alla schiena, che costringono il nativo di Atlanta a saltare oltre trenta partite. Nelle prime sette stagioni da professionista, il centro aveva disputato 567 delle 574 gare disponibili. L’operazione a cui si sottopone comprometterà la sua partecipazione a Londra 2012, al suo posto verrà chiamato un giovanissimo Anthony Davis, neo prima scelta assoluta.

Dwightmare

Dopo aver chiuso prematuramente l’anno e frustrato dagli insuccessi, Howard – all’ultimo anno di contratto – scuote i Magic chiedendo di essere ceduto ai Brooklyn Nets. La richiesta non viene ascoltata dal Front Office, ma ormai la rottura tra le parti è irrimediabile.

Parte così la prima fase del cosiddetto Dwightmare, prima perché in seguito verrà accostato alle altre bizze dell’atleta, costituendo una saga composta da almeno sei episodi e che meriterebbe una trattazione a parte.

Dopo mesi di rumor, seguendo i passi di Shaquille O’Neal, Dwight viene ceduto ai Lakers in una mega-trade che coinvolge anche i Philadelphia 76ers ed i Denver Nuggets.

Sports Illustrated Kids, 2013 November Cover
Sports Illustrated Kids, 2013 November Cover

Le premesse per quella stagione erano ben diverse, con il quintetto Nashm Kobe, MWP, Gasol ed Howard i lacustri credevano di poter dominare regular season e playoff, ma non andò esattamente così.

Dopo un avvio molto complicato, coach Mike Brown viene esonerato innescando una Civil War all’interno della dirigenza: Dwight, Kobe Bryant ed ovviamente Jeanie Buss spingevano per un ritorno di Phil Jackson, mentre Mitch Kuptchak e Jim Buss volevano un rinnovamento, oltre a non richiamare il Maestro Zen.

Il duo esecutivo alla fine la spuntò, ed il nuovo allenatore fu Mike D’Antoni. Il pupillo di Mike, Steve Nash, fu più nell’infermeria che sul campo – 65 […] apparizioni in tre anni – e le crescenti e continue tensioni tra Dwight e Kobe non aiutavano l’ambiente lacustre a uscire dalla mediocrità di quella stagione.

Un raro Kobe to DH

In ogni caso, i Lakers trascinati da un fantastico Black Mamba – fino all’infortunio – riuscirono ad arrivare ai playoff, salvo essere sweepati dai San Antonio Spurs.

Nonostante i problemi alla schiena non del tutto risolti, ad Howard – unrestricted free agent – arrivano diverse offerte. Dopo aver rifiutato l’offerta di rinnovo da 118 milioni di dollari in cinque anni, dopo una sola stagione Dwight lascia la California per accasarsi con gli Houston Rockets.

Girovagando per la Lega

Di fianco all’astro nascente James Harden, DH sembra poter tornare ad essere quello di Orlando. Nel primo anno accumula buoni numeri, gioca 71 gare e gioca una buona serie – nonostante la sconfitta – nel primo turno contro i Portland Trail Blazers.

In Texas poche luci e tante ombre

La seconda stagione in Texas quanto è positiva per i razzi – 56 vittorie, titolo della Southwest Division ed eliminazione per mano degli Splash Brothers, futuri campioni, alle WCF – tanto è negativa per il lungo. Ai problemi alla schiena si sommano quelli al ginocchio destro che lo limitano a solo 41 gare in stagione. Il discreto rendimento ai PO serve solo a mitigare la delusione.

La fine è dietro l’angolo. I Rockets ottengono una serie di risultati deludenti che costano il licenziamento all’allenatore Kevin McHale. Lo stesso Howard – alla peggiore stagione numerica della carriera – viene accusato di essere uno delle principali cause della crisi della franchigia di Daryl Morey.

Dwight declina la player option e saluta il Texas per firmare un triennale da 70 milioni nella natia Atlanta, esperienza non troppo felice perché dopo un anno – …e la sesta eliminazione al primo turno della carriera – viene ceduto agli Charlotte Hornets in cambio di Marco Belinelli, un Plumlee e qualche meme dell’owner dei Calabroni.

Dwight Howard
Dwight Howard (Keith Allison, KeithAllisonPhoto.com)

NDR: dicevamo del Dwightmare in più parti. Zach Lowe e Kevin Arnovitz in una puntata del The Lowe Post podcast riportarono come la cessione di Dwighty fu accolta dagli ex compagni di Atlanta con «screaming with jubilation».

Dalla trade in poi, la reputazione di Howard è in caduta libera. Nonostante salti una sola gara, disputi alcune clamorose – dal punto di vista statistico – partite (32+30 vs Nets, 25+20+6 vs Bulls) e finisca tra i migliori della Lega in rimbalzi, stoppate e percentuali dal campo a fine stagione viene ceduto ai Brooklyn Nets in cambio di asset del calibro di Timofey Mozgov, meglio noto nella Città degli Angeli come The 48 Million Dollar Man.

I Nets dimostrano di credere nell’investimento tagliando Dwight contestualmente alla trade. Nuovamente free agent, decide di firmare con i Washington Wizards, con i quali però non sboccerà mai l’amore e tra problemi a schiena e dita ed extra-cestitici giocherà appena nove partite.

Dwight Howard
Nella scorsa stagione, Dwight Howard oltre a problemi fisici mai del tutto chiariti ha dovuto parlare pubblicamente persino delle sue abitudini sessuali. (Scott Cunningham, NBAE/Getty Images)

DH non si arrende ed esercita invano la player option, dato che i Wizards preferiscono cederlo ai Memphis Grizzlies per la salma di C.J. Miles.

Dwight Howard Journey
When his contract with the Lakers becomes official, Dwight Howard will be joining his 7th different franchise in 4 years: Rockets (16), Hawks (16-17), Hornets (17-18) , Nets (18, bought out), Wizards (18-19), Grizzlies (19, bought out), Lakers (Present).

Dopo un paio di mesi, le parti raggiungono il necessario buyot per consentire il ritorno ai Lakers di quello che sette anni prima era il miglior centro dell’NBA che avrebbe dovuto rinverdire la tradizione dei grandi lunghi gialloviola.

Il drammatico infortunio patito da DeMarcus Cousins ha costretto i lacustri a correre ai riparti, puntando sulla nuova mentalità ed atteggiamento che Howard dichiara di aver consolidato dentro di se. Dalle parole passerà ai fatti?

Stats complete su NBA.com

Il ruolo ai Lakers

Il ritorno di Dwight Howard non era certamente nei piani della offseason gialloviola, ma dopo l’infortunio di Boogie si era creato un buco nel roster che andava colmato.

Ovviamente Howard non può dare l’apporto offensivo di DMC, però potrebbe dare una dimensione difensiva leggermente migliore a quella che poteva dare Cousins. Sempre che Dwight, per la prima volta in carriera, dia seguito alle parole con i fatti.

Prima dei colloqui e degli allenamenti sostenuti come test da parte dei lacustri precedenti al suo ingaggio, Howard aveva realizzato un’intervista parlando di come fosse arrivato ad una maturazione professionale che prima non aveva mai avuto. La dirigenza si è comunque fidata il giusto delle sue parole visto la strutturazione del contratto che Dwight ha firmato tant’è che già dal training camp dovrà mettere in pratica le parole dette per sventare un prematuro taglio.

In definitiva la seconda esperienza dell’ex Superman con la maglia Lakers passerà prima dai suoi atteggiamenti che dai lati puramente tecnici, senza mettere questi però in secondo piano, sperando davvero in questa sua maturazione.

Tuttavia dovrà portare minuti di intensità, non avrà più 30/35 minuti a disposizione quindi nei pochi minuti che avrà dovrà dare energia alla squadra, soprattutto in difesa.

#CGV Grades:

Andrea Vecchiato, Filippo Pugnalini aka PugnaGiovanni Rossi aka odino e Luca Novo aka noeuf esprimono la loro valutazione sui membri del roster lacustre. NB: Il rating – da una a cinque stelle – e la valutazione sono state fatta sul fit nei Lakers e sulle aspettative per la prossima stagione, non sul valore assoluto dell’atleta.

Andreanoeufpugnaodino
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

Non avendo personalmente molta stima di Howard, anche lette le sue recenti parole, ero tentato di dare una stella ma visto la situazione in cui è arrivata la scelta sarebbe stata troppo punitiva. Ovviamente chiunque fosse arrivato dopo l’infortunio di DMC non poteva restituirci le skill di Boogie quindi dobbiamo accettare quello che abbiamo e tutto sommato ad Agosto inoltrato non potevi fare di meglio.

Andrea

A metà Agosto il mercato non offre molte alternative, motivo per cui la firma merita una stella in più. L’obiettivo è avere 20-25 minuti di presenza sotto canestro in modo da non dover impiegare Davis da centro in stagione regolare. A livello fisico e tecnico può svolgere il compito, soprattutto in difesa. Il grosso punto interrogativo è l’atteggiamento e la voglia di Howard. Dice di essere cambiato, resta difficile credergli.

noeuf

L’ultimo ballo, per Howard questa è veramente l’ultima opportunità per restare in NBA, vedremo come se la giocherà. Dovrà dare il cambio a McGee e giocare minuti con tanta intensità. Oltre all’incognita psicologica c’è anche quella fisica che non è da sottovalutare.

pugna

Difficile dimenticare l’apprezzamento per la versione Magic, l’euforia per l’arrivo nel 2012 e la delusione per l’epilogo oltre che la sorpresa per la pessima seconda parte di carriera. Come già detto, a questo punto le alternative disponibili sul mercato erano poche e difficilmente migliori. Fosse quello di Atlanta o Charlotte, sarebbe persino un discreto fit. Ma l’ultima – misteriosa – stagione ce lo restituisce con tanti dubbi, sulla tenuta fisica e mentale. Per fortuna, una volta tanto abbiamo strutturato un contratto che ci tutela. Presenza, sportellate, rimbalzi, qualche stoppata e qualche lob per 20/25 minuti teoricamente potrebbe garantirli. Vedremo.

odino

Tutte le valutazioni pubblicate sono disponibili nella sezione: 2019/20 Lakers Roster Grades.

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Redazione CGV

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