Dwight Howard, Los Angeles Lakers vs San Antonio Spurs

Spurs-Lakers: Superman Returns.

Game 06: Los Angeles Lakers at San Antonio Spurs, AT&T Center

Continua in Texas il road-trip dei Los Angeles Lakers (4-1) che, dopo il bel successo di Dallas, fanno visita ai San Antonio Spurs (4-1): in palio, un po’ a sorpresa, la testa solitaria della Western Conference.

Anche in virtù delle parole di Vogel sull’utilizzo di Kuzma, nessun cambiamento per i californiani che schierano Bradley, Green, LBJ, Davis e McGee. Ancora indisponibile Rajon Rondo, mentre Talen Horton-Tucker ha esordito in G League. San Antonio risponde con Murray, Forbes, DeRozan, Aldridge e Lyles.

LakeShow Game Analysis

Analisi e commenti sulla gara, ad opera di #CGV e LakeShow IT.

Game Recap

Come da tradizione, i Lakers ripropongono il solito, indolente, avvio tentando e sbagliando solo jumper. Tuttavia, nella propria metà campo – dopo qualche esitazione iniziale – l’applicazione è accettabile ed al primo timeout della gara regna l’equilibrio (9-7), con LeBron James sugli scudi (2 punti e 3 assist).

I lunghi gialloviola provano a far valere i centimetri in attacco…

…mentre la difesa – dopo i canestri iniziali – costringe gli Spurs a tre perse e concede un solo canestro sui nove tiri tentati, 18-11 dopo sette minuti di gioco.

Qualche persa evitabile di James e AD (quattro in due) limita l’allungo lacustre. Entra Alex Caruso che pesca KCP e The Brow sul perimetro, San Antonio aumenta l’effort difensivo (già sette recuperi) e spinge la transizione ben orchestrata da Derrick White e Mills.

Una sola lunghezza (26-25) di vantaggio per Davis e compagni, in un quarto poco entusiasmante e caratterizzato dai tanti errori (13 perse combinate).

LBJ rientra con Caruso, Daniels, KCP ed Howard. I Lakers soffrono la stazza di Rudy Gay, che riporta sul +4 i ragazzi di Pop. Dopo il timeout chiesto da coach Frank Vogel, Howard spinge avanti gli angeleni con due putback, 32-31 a 7:08 dall’intervallo lungo.

L’ex Superman dimostra di essere presente anche in attacco prima servendo il taglio di LeBron, poi alzando l’alley-oop schiacciato da Davis. James rivive gli anni dell’High School assistendo il touchdown di Avery Bradley. L’ex Celtics e Pistons difende su Gay e segna da oltre i 7.25.

Il tempo si chiude con la tripla di tabella di Kyle Kuzma, 56-43. Negli ultimi due minuti, 10-0 di parziale per i gialloviola, che tengono gli Spurs al 28.6% al tiro nella frazione.

I due coach confermano gli starter in avvio di secondo tempo. Bryn Forbes muove il punteggio degli speroni, Bradley risponde due volte. James segna e cerca Davis, che può essere fermato solo fallosamente. 66-47 ed inevitabile timeout per coach Pop.

La sosta giova a DeMar DeRozan e compagni, che guidati dall’ex Raptors – oltre a due evitabili perse dei Lakers – rispondono con 6-0, costringendo Vogel all’immediata interruzione. Il coach lacustre poi è costretto a sostituire il pessimo JaVale McGee e soprattutto Danny Green (quattro falli per entrambi).

L’attacco angeleno fatica a costruire buoni tiri e si affida al talento delle due superstar, che produce a corrente alternata. Pur continuando a faticare dalla media distanza, Anthony Davis riesce ad essere un fattore incidendo in difesa: la star gialloviola contesta ogni conclusione e stoppa prima Murray e poi DeRozan.

I Texani puniscono ogni errore degli ospiti e tornano sotto con la tripla allo scadere di Rudy Gay, 77-72

Il ritmo della gara diventa frenetico. Howard sfrutta…

…il fisico contro Poeltl, segnando col gancio e schiacciando un lob. Rientra Dojounte Murray che aggiunge ad una tripla due recuperi con schiacciata annessa in transizione, costringendo al quinto fallo l’ex Green, 87-83.

A complicare la vita ai Lakers arriva l’infortunio di Bradley, costretto ad uscire dopo un colpo al ginocchio. Howard e James muovono il punteggio, ma Murray è scatenato. Dopo aver completato un gioco da tre punti, pareggia in penetrazione. Dodici punti consecutivi per l’ex Huskies e 90 pari con 4:10 sul cronometro.

Il nativo di Seattle è inarrestabile per Caruso e KCP. Alex quindi cede il posto a Green, mentre perlomeno Kentavious Caldwell-Pope si desta in attacco, segnando un jumper ed una pesantissima conclusione da oltre i 7.25. Il canestro di Kenny scatena sugli spalti Snoop Dogg, già protagonista di una divertente cronaca ai microfoni di Spectrum SportsNet.

A chiudere di fatto la gara ci pensa Dwight Howard, che schiaccia il +7, stoppa Murray e costringe Gay alla persa. I liberi di LBJ e AD fissano il punteggio finale, 103-96.

Stats & Box Score

Nonostante la serata difficile al tiro, LeBron mette a referto la seconda tripla doppia consecutiva, primo lacustre a riuscirsi dopo Lamar Odom nel 2006. Per James 21 punti (8/23 dal campo, 0/6 da tre, 5/10), 11 rimbalzi, 13 assist, 2 recuperi e 5 perse. Per LBJ +17.5 di Net Rating e +15 di Plus/Minus.

Top scorer dei Lakers è Davis, che rimedia in difesa a qualche leggerezza offensiva di troppo. AD chiude la gara con 25 punti (10/20 al tiro), 11 rimbalzi, 4 stoppate e 6 perse.

Decisivo per la vittoria Howard, infallibile al tiro (7/7) e fattore nella propria metà campo nonostante qualche intervento a dir poco fisico. Per Dwight 14+13 con 2 assist ed altrettante stoppate.

Efficace dal mid-range Bradley (16 con 7/9) il cui infortunio sembra essere una semplice contusione al ginocchio destro. Limitato dai falli Green (3, con 1/3 da tre). Prosegue l’inserimento di Kuzma (5+3, 2/7 al tiro in meno di 16 minuti).

KCP (14 con 5/9) è il migliore tra gli esterni della 2nd unit, mentre Caruso è troppo falloso (-13 il Plus/Minus). Ancora impalpabili Cook e Daniels (0/4 in due). Undici difficili minuti per McGee, a mani bassa il peggiore della gara e dell’avvio di stagione.

Murray (18+11+4) è il top scorer degli Spurs. In doppia cifra anche Gay (16+13) e White (12). Imprecisi DeRozan (14+7+5, 5/15), Forbes (12 con 4/13), LMA (8, 2/9) e Mills (1/6).

Box Score at NBA.com

Highlights

Key Takeaways

Le impressioni sulla gara dell’AT&T Center by Aniello Fiengo

✔️ Plus

Dwight Howard, 6 partite, poche. Mi continuo a dire questo dopo ogni partita del mio amico Dwight, però non si può negare che la sua presenza si sta facendo via via più rilevante e non solo in termini di rim protection ma l’hustle che ci sta mettendo lo sta facendo diventare importante anche in termini di produzione offensiva. La giocata difensiva su Gay è un grande contributo alla vittoria, la strada sembra quella giusta.

KCP & Bradley, il nostro spot 2 fa il suo dovere in questo match. Avery parte benissimo e quando deve lasciare per infortunio Pope – che non aveva esattamente brillato – negli ultimi quattro minuti di partita tira fuori due giocate importanti in un momento in cui Lakers avevano bisogno di allargare un po’ il campo per dare ad LBJ e Davis un’opzione in più per il finale.

L’evoluzione del sistema difensivo, anche se non è stata la miglior partita difensiva dei Lakers quest’anno, la sensazione di solidità è rimasta. I nostri sanno cosa fare e quando farla, il timing degli aiuti da parte degli interni ed il sincro con la difesa sul perimetro sembra fare qualche passetto in avanti ad ogni match. Una nota positiva in questo senso.

La vittoria, quinta consecutiva, on the road, a San Antonio. Al netto dei passaggi a vuoto e del leggerissimo passo indietro in termini offensivi questa W è un ottimo boost per l’autostima di questa squadra, quando sei in costruzione fa sempre benissimo avere buoni stretch per rafforzare le convinzioni che per forza di cose dopo sole sei partite sono ancora lontane dall’essere fissate e chiare a tutto il team.

❌ Minus

Danny Green, dopo cinque uscite al limite della perfezione ci sta una partita difficile. Contro gli Spurs troppo brutto per essere vero.

Atteggiamento generale, la strada intrapresa pareva giusta ma stasera si è tornati a perdere qualche pallone di troppo ed avere passaggi a vuoto troppo estesi. L’approccio distratto non è esattamente un buon segno, contro squadre ben allenate e strutturate come gli Spurs non si può’ mollare neanche per un secondo. Le palle perse o il +19 sprecato, sono indice di qualche momento di disconnessione su cui si dovrà lavorare.

I giocatori Duracell. Ci sono atleti come Beverley o, in piccolo, White che sono energia pura che la mettono sempre sulla lotta e sull’intensità, tendiamo a soffrire gli strappi emotivi di questi giocatori. La loro resilienza tende a minare i nostri equilibri difensivi in quanto spesso i nostri esterni si fanno prendere dalla battaglia e a perdere fuoco sulle regole difensive di squadra.

Il tiro da da tre: 28% e molti buoni tiri sprecati, concedendo agli Spurs la possibilità di ingolfare l’area.

Post Game Quotes

Il mio scopo è quello di dare il massimo ogni sera, difendere duro e provare a bloccare ogni tiro. Essere presente nel pitturato, recuperare qualche pallone, lanciarsi sulle loose balls. Qualunque cosa io possa fare per la squadra, esserne al servizio… Questa è la mia missione.

Dwight Howard

Ogni volta che abbiamo sbagliato un tiro, Superman era presentecon tip, schiacciate, lob, qualunque cosa. È stato grande stasera.

Sappiamo chi abbiamo firmato, siamo felici di averlo con noi fin dall’inizio. Ci ha dato tutte quello che aveva ogni minuto che ha giocato.

LeBron James sulla prestazione di Superman
LeBron James and Derrick White, Los Angeles Lakers vs San Antonio Spurs
LeBron James and Derrick White, Los Angeles Lakers vs San Antonio Spurs (Logan Riely, NBAE via Getty Images)

Alcuni dei ragazzi hanno fatto delle giocate provvidenziali. Avery Bradley è stato fantastico in attacco durante un momento in cui faticavamo. Dwight ha messo un paio di canestri pesanti e si fatto sentire su entrambi i lati del campo. KCP ha segnato forse i due tiri più importanti della gara, è stato importante vederlo mettersi il luce quando avevamo bisogno di lui.

Frank Vogel elogia la prova del supporting cast

Game MVP

Next Game

I Los Angeles Lakers tornano in campo nella notte – 02:00 italiane – tra Martedì 5 e Mercoledì 6 Novembre per affrontare allo United Center i Chicago Bulls.

Ascolta il podcast:

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