LeBron James and Derrick White, Los Angeles Lakers vs San Antonio Spurs

LeBron: “Ho sfidato me stesso.” Howard “Siamo The Bad News Bears.”

Espugnato l’AT&T Center di San Antonio, i Los Angeles Lakers – oltre a conquistare la vetta solitaria della Western Conference – hanno registrato il miglior avvio di stagione dal 2010 (all’epoca, 8-1).

Marchio indelebile dell’ottimo avvio dei gialloviola è la difesa, con una disciplina ed una applicazione che in California non si vedeva da anni. Dopo una stagione a dir poco deludente, in prima fila a condurre i suoi è LeBron James.

Al termine della gara contro gli Spurs, Dave McMenamin ha riportato il pensiero del quattro volte MVP della Lega, che senza girarci intorno svela il segreto della ritrovata brillantezza.

«Sto giocando senza infortuni. Elasticità, velocità e forza… sono tornate.»

Come riporta l’analista di ESPN, dopo il difficile esordio contro gli L.A. Clippers – concessi 112 punti con il 51.9% dal campo – nelle cinque gare successive L.A. ha concesso solo il 96.8 punti a partita con il 38.1% dal campo.

LeBron torna poi sull’infortunio patito lo scorso Natale, che a suo dire lo ha costretto a difendere peggio di quanto avrebbe potuto.

«Giocare con uno strappo all’inguine lo scorso anno – quando sono rientrato era ancora parzialmente strappato – è stato difficile. Non riuscivo a muovermi come avrei voluto, soprattutto in difesa.»

«Quest’anno si è trattato solo di accettare la sfida. Adoro essere sfidato ed il coach lo ha fatto, così come AD. Anche io ho sfidato me stesso.»

Adoro essere sfidato ed il coach lo ha fatto, così come AD. Anche io ho sfidato me stesso.»

LeBron James

Per correre ai ripari, complice l’assenza dalle NBA Finals dopo otto apparizioni consecutive, durante l’estate James ha lavorato come non mai.

«Nella offseason ho lavorato duramente per recuperare la mia esplosività, rimettermi in sesto, recuperare la mia velocità e reattività. Sono sempre stato concentrato sull’obiettivo, si tratta solo di questo.»

Secondo ESPN Stats & Info, l’ex Cavs ed Heat sta contestando il 70% dei tiri tentati contro di lui (+16% rispetto allo scorso anno) oltre a tenere più lontani gli avversari dal canestro, che tirano in media dai 5.35 metri (+60 cm). Risultato? I punti concessi per giocata agli avversari sono scesi da 0.80 a 0.77.

Inoltre, per Second Spectrum LBJ ha già ricevuto quattro sfondamenti, la metà di quelli della passata stagione. Un coach dall’imprinting difensivo come Frank Vogel non può che essere soddisfatto.

«Beh il suo impegno è contagioso, ed i risultati sono stati soprendenti. Sta guidando in compagni con una carica ed una cura dei dettagli eccezionale. Quando lui lavora così duramente per fermare gli avversari, i compagni ne traggono beneficio ed i risultati si vedono sul campo.»

Superman & The Bad News Bears

Nel segno della difesa anche l’inizio di stagione di Dwight Howard. Contro gli speroni il tre volte Defensive Player of the Year ha disputato un’altra solida prestazione. Con giocate chiave nel finale come la stoppata su Murray o il quasi recupero su Rudy Gay.

«Il mio scopo è quello di dare il massimo ogni sera, difendere duro e provare a bloccare ogni tiro. Essere presente nel pitturato, recuperare qualche pallone, lanciarsi sulle loose balls. Qualunque cosa io possa fare per la squadra, esserne al servizio… Questa è la mia missione. Non lo vedo solo come un ruolo, ma come un obiettivo da raggiungere.»

Howard riconosce l’importanza dell’esempio mostrato da James ed Anthony Davis (leader nelle stoppate) così come quello dell’intensità portata dai panchinari, da lui ribattezzati The Bad News Bears.

«Tutto parte dai nostri leader, LeBron e AD. I titolari iniziano, poi tocca alla second unit: i Bad News Bears. Nel senso che porteranno cattive notizie agli avversari. Gli rendiamo la vita difficile, così faticheranno prima di affrontare ancora gli starter.»

Per Vogel la strada da percorrere per diventare la forza difensiva che lui desidera è ancora lunga, tuttavia quanto visto fin’ora non può che incoraggiarlo a proseguire su questa strada.

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